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Competenze sugli Ogm |
Domande frequenti
Gentile Esperto, sono una studentessa universitaria laureanda in Scienze e Tecnologie Alimentari. Sto conducendo una ricerca sugli OGM, ma non riesco a trovare una normativa dettagliata e aggiornata in materia. Potrebbe, per favore, spiegarmi la situazione normativa in merito agli OGM, in Italia? La legge Alemanno cosa comporta, inoltre? E' quindi possibile coltivare ogm in Italia? La ringrazio anticipatamente e Le invio cordiali saluti. Anna
La Commissione europea ha emanato un gran numero di normative sulle biotecnologie vegetali, a seguito del Libro Bianco 2000 ( all'epoca il presidente della Commissione europea era Romano Prodi) che possono essere facilmente reperibili sul sito internet della Commissione europea, Direzione generale per la salute e Direzione Generale ambiente. A livello nazionale le competenze sono divise tra due Dicasteri come segue: Per quanto riguarda il "food and feed" geneticamente modificato (- Reg.to (CE) n.1829/2003 su alimenti e mangimi GM e Reg.to (CE) n.1830/2003 su etichettatura e tracciabilità) la competenza è del Ministero della Salute - Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti. Per l'immissione in campo di piante geneticamente modificate sia a fini sperimentali che per la commercializzazione l'Autorità competente è il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare - Direzione per la protezione della natura (ai sensi del d.l.vo 224/2003 che ha recepito la direttiva 2001/18/CE). Tale Amministrazione opera attraverso la Commissione Interministeriale per le biotecnologie dove sono rappresentati sia i Ministeri competenti che le Regioni con esperti appositamente nominati. Tali norme tuttavia non coprono gli aspetti economici e sociali relativi all'introduzione di colture GM in agricoltura e dunque non prevedono nessun criterio per la gestione e l'elaborazione di strategie relative a una corretta gestione della coesistenza tra sistemi agricoli differenti. Per colmare tale vuoto normativo la Commissione UE attraverso la pubblicazione della Raccomandazione 2003/556/CE ha indicato gli orientamenti per lo sviluppo di strategie nazionali e migliori pratiche per garantire la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche. La Commissione ha pertanto demandato ai singoli Stati membri il compito di sviluppare le strategie necessarie a garantire la coesistenza. In ragione del fatto che la pubblicazione della direttiva 2001/18/CE e del regolamento 1829/2003 ha concluso il processo di revisione della normativa europea sugli OGM e ha dunque interrotto la moratoria di fatto che bloccava l'immissione in commercio di nuovi OGM, il riavviarsi dell'iter autorizzativo di nuovi OGM ha posto in essere la necessità di accelerare i tempi per lo sviluppo delle strategie nazionali sulla coesistenza. Pertanto si è arrivati a emanare il decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279 poi convertito con la Legge n.5 del 2005, che stabilisce i criteri attraverso i quali sviluppare in stretta collaborazione tra Stato e Regioni le strategie per la coesistenza. impedendo la coltivazione sul territorio nazionale di colture GM fintanto che tali strategie non fossero definite. Tuttavia la Corte Costituzionale con la sentenza n. 116 dell'8 marzo 2006 in merito al ricorso presentato dalla Regione Marche si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale sollevate dal ricorrente dichiarando, in considerazione della competenza esclusiva delle Regioni in materia agricola l'illegittimità costituzionale degli articoli 3, 4, 6, comma 1, e 7 del decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279 nonché degli articoli 5, commi 3 e 4, 6, comma 2, e 8. Di conseguenza ne risulta che i principali contenuti, ad eccezione degli artt. 1 e 2 della Legge n. 5 del 28 gennaio 2005 sono stati ritenuti illegittimi e pertanto decadono. Al momento in Italia non è consentito né sperimentare né coltivare piante geneticamente modificate in campo aperto mentre sono consentite le importazioni da Paesi terzi produttori (USA, Canada, Argentina, Brasile i più importanti) di derrate di mais e soia, con Eventi GM autorizzati nella UE, a fini di trasformazione industriale per l'alimentazione umana ed animale con la relativa etichetta obbligatoria in caso di presenza superiore allo 0,9% come previsto dai Regolamenti sopra citati. Alberto Manzo/Mipaaf 3 ottobre 2007 |
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