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Visita virtuale al Palazzo dell'Agricoltura |
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Grazie alla XII Giornata FAI di Primavera promossa dal Fondo per l'Ambiente Italiano il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha partecipato con visite guidate ai luoghi più significativi del "Palazzo dell'Agricoltura".
I video presentati in questa pagina sono una testimonianza dell'iniziativa e permettono di compiere una visita virtuale al Palazzo dell'Agricoltura. |
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L' Atrio
Opera dell'ing. Canonica, ornato da 22 colonne di granito rosso, altorilievi in bronzo al di sopra delle 6 porte laterali e cornici in marmo colorato. Cinque cancellate dalle suggestive decorazioni in stile floreale fanno comunicare l'atrio con l'esterno. I cancelli, come i lampioni sulla strada e i lumi in ferro battuto dell'interno, sono opera di Alberto Gerardi.
Entrando nell'atrio si ammirano, a sinistra, tre bassorilievi in bronzo dello scultore siciliano Benedetto D'Amore, ispirati alla lavorazione dei campi e ai mestieri (l'aratura, la raccolta, la lavorazione del ferro). A destra altri tre bassorilievi di Guido Calori sul tema del lavoro umano, dalla forte carica romantica. |
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La Sala Verde
Accanto allo studio del Ministro si trova la sala di ricevimento detta Sala Verde, il cui apparato pittorico è opera di Giuseppe Cellini, già decoratore di Palazzo Sciarra. Le opere del ciclo, che fanno riferimento all'epoca del manierismo e del barocco romano, sono: "Magna parens", raffigurante l'Italia feconda tra il guerriero e la spigolatrice; "Allegoria dell'Agricoltura"; "L'imprenditore dà la mano all'agricoltore", "La scienza e l'Industria" (a sinistra); "Allegoria del Commercio marittimo", "Allegoria dell'Industria all'insegna dell'elettricità e della velocità". Quattro tele minori richiamano le stagioni e i principali frutti: grano, uva, pomi, olive.
Anche lo studio del Ministro conserva opere di notevole pregio: un soffitto ornato con nastri e ghirlande floreali, i dipinti "Cerere sul carro" di Umberto Vico e "La vanga e il latte" di Teofilo Patini, pittore abruzzese i cui temi sociali si pongono nel solco della pittura italiana verista. |
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Il Salone delle Commissioni dell'Industria e del Commercio - La Sala Gialla
L'artista Giovanni Mario Mataloni ha curato le decorazioni di questo salone, che rappresentano principalmente figure femminili che danzano in coppia, secondo uno stile neocinquecentesco (nel turgore volumetrico dei corpi) e uno liberty e neoaccademico (nel disegno dei volti, delle acconciature e nei profili degli occhi).
La decorazione della sala trova una sistemazione nella partizione geometrica in riquadri rettangolari bilanciati da listelli di stucco, con specchi agli angoli che moltiplicano la luce degli eleganti lampadari. |
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Il Palazzo
Dopo la primitiva collocazione al Palazzo della Stamperia al Tritone, nel 1896 viene costruita una nuova sede presso Largo S. Susanna, su un'area demaniale dell'ex Convento di S. Maria della Vittoria. Nel 1905 un bando di concorso assegna l'incarico della realizzazione del Palazzo dell'Agricoltura all'ingegner Canonica, il quale unifica l'altezza dei tre ordini rustico, ionico, composito. Egli colloca verso via XX Settembre gli ambienti di rappresentanza.
A ogni piano del prospetto corrispondono due piani destinati agli uffici. Il progetto annulla l'arretramento di cinque metri e arretra le due ali laterali, staccandole da Santa Maria della Vittoria e da Palazzo Molinari con due piccoli giardinetti sul fronte. |
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Lo Scalone d'Onore
Dall'atrio si accede allo Scalone di rappresentanza, dalle eleganti linee settecentesche, progettato dal Cavagnari in armonia con lo stile dell'edificio. Lo scalone è illuminato da una vetrata policroma, frutto del lavoro del maestro di arti decorative Duilio Cambellotti e di un artigiano dalla consumata abilità tecnica, i quali apportano motivi decorativi innovativi ispirati alla campagna romana e riprodotti in stile liberty e con un virgiliano amore della natura. |
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La Sala dei Consigli Superiori - Il Parlamentino
La Sala dei Consigli Superiori (detta anche Parlamentino), a forma di emiciclo, è la più importante del Palazzo. Andrea Petroni, pittore nato a Venosa nel 1863, è l'autore delle sue decorazioni improntate a soggetti di genere, una moderata inclinazione verista, e a un' adesione al liberty (eccezion fatta per la figura del seminatore del soffitto). Sulla parete circolare una lunga fascia raffigura una teoria di fanciulle danzanti, un tema che permette all'artista di insistere su motivi floreali che ben s'adattano alla natura del Palazzo.
Questo assunto stilistico è abbandonato nel soffitto (1915) che in un campo arato mostra l'eroica e solitaria figura del seminatore, dal gesto largo e antico come il mondo.
Tre anni più tardi viene completata la decorazione dell'ala rettangolare con fregi che raffigurano scene ispirate alla caccia, alla pesca e alla raccolta delle olive. |
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La Biblioteca
La prima istituzione della Biblioteca risale al 1860, con la nascita a Torino del Ministero dell'agricoltura, industria e commercio. Concepita allora come biblioteca di servizio per gli impiegati del Ministero, trova una nuova sistemazione nel 1871 nel Palazzo della Stamperia. Grazie a studiosi e uomini di cultura, tra Ministri e dirigenti amministrativi, essa si apre agli studiosi esterni e arricchisce notevolmente il suo patrimonio bibliografico. Nel 1913 viene collocata nella sede di via XX Settembre.
Il numero delle opere è passato da 1030 (nel 1860), a 23.000 (nel 1890), poi a 75.000 (nel 1908), quindi a 150.000 (nel 1913), per raggiungere quota 750.000 (nel 1957) fino all’attuale milione di volumi. |
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