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Dieta mediterranea come "patrimonio culturale immateriale dell'umanità" |
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| 27/06/2008 |
L'assemblea di Palazzo Madama ha approvato all'unanimita' la mozione per il riconoscimento della dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale della umanità. La mozione, presentata da Paolo De Castro, uscente ministro delle Politiche agricole, impegna il Governo nella salvaguardia e valorizzazione della dieta mediterranea nonché nella prosecuzione di tutte le iniziative affinche' venga inserita nel patrimonio dell'umanita' Unesco. Il passo successivo a tal fine è la presentazione del dossier di candidatura entro il 14 agosto prossimo. L'iniziativa congiunta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco all'insegna di una identita' alimentare e culturale comune mostra il legame tra la tutela delle radici storiche del Mediterraneo e le opportunità di crescita economica per i Paesi di questa area. Il riconoscimento offre infatti opportunità di sviluppo e competitività per le nostre produzioni tipiche, ipotesi suffragata dai numeri: il valore delle esportazioni italiane dei prodotti mediterranei ha infatti superato, nel 2007, i 10 miliardi di euro, circa il 40% di tutte le esportazioni agroalimentari del nostro Paese. Questo modello di alimentazione che continua a essere punto di riferimento sia perche' incontra il gusto di milioni di consumatori, sia per il ruolo preventivo che la scienza della nutrizione le riconosce, non e' solo un modo di nutrirsi ma espressione di un intero sistema culturale improntato alla salubrita', qualita', distintivita' territoriale degli alimenti. Il governo, attraverso il sottosegretario alle Politiche agricole Antonio Buonfiglio, ha espresso parere favorevole alla mozione, che lo impegna ad adottare "tutti i provvedimenti necessari per la tutela e la valorizzazione della dieta mediterranea nel territorio nazionale" e anche a presentare "un piano organico di interventi e iniziative, prevedendo nella legge finanziaria per il 2009 le necessarie risorse". |
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