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Pesca, iniziato vertice a Venezia |
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| 17/06/2008 |
E' iniziato a Venezia il vertice sulla pesca dei sette Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, presieduto dal Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia. Alla riunione informale partecipano Michel Barnier, Ministro dell'agricoltura e della pesca della Francia, Jaime Silva, Ministro dell'agricoltura, sviluppo rurale e pesca del Portogallo, Elena Espinosa Mangana, Ministro dell'agricoltura, pesca e alimentazione della Spagna, Iztok Jarc, Ministro dell'agricoltura, delle foreste e dell'alimentazione della Slovenia, Christos Avgoùlas, Segretario generale del Ministero sviluppo rurale e alimentazione della Grecia, Antony Gruppetta, Segretario generale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di Malta. Si sta mettendo a punto un documento comune, che sarà presentato al Commissario europeo all'Agricoltura e alla Pesca Joe Borg, in occasione del prossimo Consiglio dei ministri dell'Agricoltura e della Pesca della Ue, previsto a Lussemburgo dal 23 al 24 giugno prossimo. Il documento raccoglie le proposte relative alle misure da richiedere in ambito comunitario per fronteggiare la grave emergenza del caro gasolio in un settore problematico come quello della pesca. Prima dell'inizio del vertice, il Ministro Zaia ha accolto una delegazione di pescatori di Chioggia, accompagnati dal sindaco Romano Tiozzo, che hanno offerto ceste di pesce fresco. In questa occasione, il Ministro ha manifestato ancora una volta la sua attenzione nei confronti del settore pesca, alle prese con una situazione congiunturale particolarmente difficile, impegnandosi in prima persona a trovare soluzioni a sostegno del comparto e dei suoi operatori, sia in sede nazionale che in sede europea. L'Unione europea è la seconda potenza mondiale per la pesca. La flotta comunitaria è composta da 87 mila imbarcazioni, di cui 14 mila italiane. Gli occupati nella filiera della pesca dell'Ue sono complessivamente quattrocentomila, di cui 190 mila lavorano direttamente nell'attività di cattura in mare. Il 60% dell'occupazione totale è attivo in Italia, in Grecia e Spagna. Quella italiana è la seconda flotta comunitaria per numero di pescherecci e la quarta per tonnellaggio. |
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